Blog

  • Strudel di mele – Apfelstrudel

    Strudel di mele – Apfelstrudel

    Lo strudel di mele (Apfelstrudel in lingua tedesca) è una ricetta tipica sia in Austria che in sud Tirolo. Lo strudel di mele è un dolce semplicemente buono, gustoso, perfetto come dessert da fine pasto, fantastico per merenda ed energizzante per colazione.

    Questa ricetta rivede la preparazione dello strudel utilizzando la pasta frolla morbida per poter utilizzare in purezza la farina integrale di grano monococco-Vittoria-VerdiTerre. Tale scelta esclude l’uso della pasta tirata ma permette di apprezzare le particolarità di questa farina ossia la ricchezza in crusca che dona all’impasto un sapore più intenso, nonostante sviluppi meno elasticità.

    (Questo blog ha ricevuto una commissione per l’utilizzo dei prodotti “VerdiTerre” in questo post.Sebbene abbiamo ricevuto una commissione per utilizzare e linkare i loro prodotti, tutti i prodotti sono testati accuratamente e solo quelli che soddisfano i nostri standard sono linkati. Tutte le opinioni dichiarate sono nostre.)

    Abbiamo ottenuto uno strudel friabile e croccante allo stesso tempo.

    Mi raccomando scriveteci le vostre impressioni dopo averlo realizzato 😉!!!

    Apfelstrudel is a recipe originally from both Austria and South Tyrol.  This is a simply a tasty dessert that is perfect at the end of meal,  great as a snack or energising for breakfast.

    Ingredients for 6 peopleFor the shortbread: 250 g wholemeal, 1/2 sachet of  backing powder, 100 g sugar, 125 g soft butter, 25 g egg, 1/2 teaspoon cinnamon powder, 1 pinch of salt, 25 g egg for brushing. For the filling: 2 hulled apples (approx. 250 g), 30 g sultanas, 15 g pine nuts, 1/2 teaspoon cinnamon powder. For the garnish: icing sugar.

    Method

    Preheat the oven to 180 °C. Mix all the ingredients in a bowl. You should obtain a smooth and homogeneous dough. Core the apples, then cut them into cubes and place them in a bowl, add the pine nuts, sultanas and cinnamon. Mix the apple salad so that all the ingredients are well combined. Roll out the shortcrust pastry on a sheet of baking paper using a rolling pin. To facilitate the operation, use another sheet of baking paper to put between the pastry and the rolling pin. Make a rectangle a few millimetres thick, 2-3 mm at the most. Place the fruit salad in the centre of the rectangle while compacting it well with your hands. Roll up the strudel with the help of the parchment paper being gentle in this operation. Rress down a little with your hands as you roll. Brush the entire surface of the strudel with egg. Bake in the middle of the oven at 175 °C in fan mode for 35-40 minutes. The strudel should appear golden brown.

    Curiosità

    Lo strudel di mele è davvero un dolce internazionale, i luoghi di origine di questo dolce sono l’Austria, l’Italia, l’Ungeria e la Germania.

    Le sue origini storiche risalgono al VIII secolo a.C ovvero al tempo degli Assiri. Ci sono testimonianze di prodotti simili allo strudel passando ai Greci del III secolo a.C., insomma un bel viaggio nella storia!!! Probabilmente la sua diffusione è avvenuta attraverso la via della seta.

    Ripercorrendo un po’ le tappe storiche si può immaginare che il  baklava dolce, della pasticceria turca, fu il primo antenato a comparire intorno al 1500 quando l’impero ottomano prese l’Ungheria. Questo permise implicitamente che la ricetta varcasse i confini dell’impero austriaco diffondendosi poi nelle zone limitrofe a sud della Germania (Bavaria) e al nord dell’Italia (Sud Tirolo).

    Nel tempo e nello spazio, questa ricetta si è modificata prendendo nomi diversi: per le regioni teutoniche è conosciuta come strudel mentre nelle regioni turche è conosciuto come baklava, güllac o börek. Attenzione, ognuna di queste ricette è differente dalle altre ma la cosa che le accomuna è l’essere preparate con una sfoglia molto sottile che andrà poi arrotolata intorno al ripieno. Proprio l’aspetto definisce il nome e “Strudel” è la traduzione della parola vortice.

    Ha ricevuto il P.A.T. che lo riconosce un prodotto tradizionale italiano.

    Non vi sgomentate se questo dolce vi pare un intruglio nella sua composizione e se dopo cotto vi sembrerà qualche cosa di brutto come un’enorme sanguisuga o un informe serpentaccio, perché poi al gusto vi piacerà” La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, Artusi 1895

    Valori nutrizionali per una porzione

    Calorie (Kcal) 449 – Grassi (g) 15 – Carboidrati (g) 61 – Proteine (g) 15

    Riferimenti

    https://it.wikipedia.org

    https://www.paginegialle.it

    https://www.taccuinigastrosofici.it

  • Pancakes integrali alla banana

    Pancakes integrali alla banana

    I pancakes integrali alla banana offrono una merenda sana e gustosa per i più piccoli. La ricetta è molto semplice e veloce da preparare e sprigiona un gusto che catturerà le papille gustative di tutti in casa, perfino dei più grandi!

    Per realizzare questi pancakes abbiamo scelto la farina integrale di grano monococco-Hammurabi-VerdiTerre che è ricca di proteine della crusca, sali minerali e vitamine. Pensate, la banana funge come sostituto del burro e caratterizza il gusto i pancakes!!!

    (Questo blog ha ricevuto una commissione per l’utilizzo dei prodotti “VerdiTerre” in questo post.Sebbene abbiamo ricevuto una commissione per utilizzare e linkare i loro prodotti, tutti i prodotti sono testati accuratamente e solo quelli che soddisfano i nostri standard sono linkati. Tutte le opinioni dichiarate sono nostre.)

    Preparate la cucina per mettere mano su questi sfiziosi pancakes? Fateci sapere se vi sono piaciuti!!!

    Ingredienti per 8 pancakes

    • 120 g banana (circa una banana)
    • 130 g farina di Grano Monococco-Hammurabi-Verditerre
    • 1 uovo medio
    • 115 g latte
    • 2 cucchaini lievito chimico
    • 1/2 cucchiaino cannella macinata
    • 1/2 cucchiano di sciroppo d’acero (si puo sostituire con del miele)
    • Sciroppo d’acero per guarnire

    Ricetta per preparare i pancakes integrali alla banana

    Preparazione: – 15 min. Ogni orologio rappresenta 15 minuti da tenere in conto 

     Cottura: 15 min.Ogni orologio rappresenta 15 minuti da tenere in conto 

      Impegno: Facile Ogni cappello da chef rappresenta un livello di difficoltà

    Preriscaldate una pentola antiaderente.

    Grattugiate la banana all’interno di una ciotola.

    Aggiungete tutti gli altri ingredienti.

    Impastate aiutandovi con un cucchiaio.

    Cuocete i pancakes un paio di minuti per lato. Aspettate che si formino le prime bolle sulla superficie prima di girare il pancake.

    Servite i pancakes accompagnandoli con dello sciroppo d’acero, banana fresca, una pallina di gelato o con dello yogurt.

    Valori nutrizionali per un pancake

    Calorie (Kcal) 90 – Grassi (g) 1 – Carboidrati (g) 16 – Proteine (g) 4

  • Crescia sfogliata integrale

    Crescia sfogliata integrale

    La crescia sfogliata è una ricetta tipica marchigiana, caratteristica perlopiù della provincia di Urbino. Consideratela una versione ricca della piadina romagnola, simile nell’aspetto ma diversa nella loro composizione.

    Per ottenere una combinazione unica, vi proponiamo una ricetta antica della tradizione regionale, valorizzata scegliendo come ingrediente una farina di un grano antico: la farina di grano monococco-Vittoria-Verditerre. Questa farina integrale conferisce alla crescia sfogliata un’alta digeribilità dovuta al basso indice di glutine, senza dimenticare le proprietà nutrizionali in termini di sali minerali , vitamine E ed A e proteine della crusca.

    Curiosità

    Crescia sfogliata: perché sfogliata? La sfogliatura è dovuta alla doppia stesura con lo strutto. Una volta in cottura, il calore della pentola da avvio alla sfogliatura.

    Si ha testimonianza della crescia sfogliata già a partire dal VI secolo d.C. durante il periodi di presenza dell’esercito Bizantino sul territorio italiano. Pare che la crescia venisse consumata quotidianamente come pane.

    Torna alla ribalta tra il XV al XVI secolo alla corte dei duchi di Urbino. Sulle sontuose tavole del ducato si serviva soventemente da sola o come supporto a pietanze a base di carne o verdure. Per un lungo periodo è stata una ricetta esclusiva dei ceti ricchi, in quanto realizzata con ingredienti costosi (un esempio? il pepe). Con il passare del tempo la ricetta si diffuse oltre le mura del Ducato per essere apprezzata dal popolo come portata dei giorni di festa.

    La crescia viene menzionata in una lettera di Giovanni Pascoli, il quale scrisse “ Son più di trent’anni che non vedo Urbino, e la vedo sempre! Non m’è uscito di mente nulla, nemmeno la Baciocca dove ci facevamo fare le cresce!”

    Qualche anno dopo, il giornale “Urbinatum” uscì un articolo che definiva la crescia come una pizza sfogliata che si cuoce spalmandola di strutto su dia una pietra speciale chiamata panaro. A cosa si riferisce il termine “panaro”? Ad una lastra di argilla simile al “testo” romagnolo utilizzato per la cottura della piadina.

    Come per quasi tutte le ricette con radici antiche, anche la crescia sfogliata ha una sua leggenda che narra di una giovane fornaia che vide il sole abbassarsi più del solito, attratto dalla bellezza della città di Urbino. Il sole rimase impigliato ad una delle torri di Palazzo Ducale e nel tentativo di liberarsi lasciava cadere delle scintille dorate. La giovane guardando il sole e la sua bellezza decise di realizzare qualcosa che esprimesse desiderio di libertà e voglia di volare alto come il sole.

    Valori nutrizionali per una crescia sfogliata

    Calorie (Kcal) 342 – Grassi (g) 14 – Carboidrati (g) 42 – Proteine (g) 10

  • Vellutata di zucca

    Vellutata di zucca

    Approfittiamo dell’autunno e festeggiamo insieme Halloween: ecco qui la nostra ricetta per una vellutata di zucca perfetta. È una ricetta semplice da realizzare e potrete portarla in tavola sia come entratina antipasto o come piatto principale magari accompagnandola con dei crostini di pane. Grazie al sapore delicato e dolce della zucca è un piatto molto amato dai bambini che si presenta in un vivace colore arancio!

    Valori nutrizionali per una porzione

    Calorie (Kcal) 137 – Grassi (g) 3 – Carboidrati (g) 26 – Proteine (g) 5

  • Crespelle al forno

    Crespelle al forno

    Le crespelle al forno sono la versione salata delle crepes dolci francesi. Con pochi e semplici passaggi avrete un primo piano perfetto per i pranzi domenicali o da servire a qualche cena con gli amici, cosa aspetti a provarle?

    Noi ti proponiamo la versione con un ripieno alla boscaiola, ciononostante perché non scatenare la fantasia e creare nuovi tipi di crespelle al forno. Buon divertimento 😉.

    Valori nutrizionali per una porzione (3 crespelle)

    Calorie (Kcal) 358 – Grassi (g) 22 – Carboidrati (g) 25 – Proteine (g) 22

  • Erba cipollina (Allium schoenoprasum)

    Erba cipollina (Allium schoenoprasum)

    L’erba cipollina è una pianta aromatica appartenente alla famiglia delle liliacee come la cipolla, l’aglio, lo scalogno ed il porro. E’ un erba diffusa su tutto il globo, della quale non si conosce la terra di origine in maniera precisa. Si adatta bene sia a climi temperati che freddi e cresce nei prati umidi fino ad una altitudine di 2500 m.

    L’erba cipollina presenta un sapore particolare al palato e più delicato rispetto alle sue cugine cipolle “classiche” che tanto fanno piangere chi le affetta!

    Morfologia dell’erba cipollina

    L’erba cipollina è una pianta erbacea perenne. E’ caratterizzata da una parte sotterranea: un bulbo grigio-marroncino di forma ovale. Le foglie sono lunghe fino a 40 cm cilindriche e cave, presentandosi in un color verde smeraldo intenso. I fiori sono riuniti in infiorescenze che ricordano dei pom-pom di color rosa-violetto.

    Proprietà

    L’erba cipollina è una spezia della molteplici proprietà. Grazie alla presenza di acido folico è un buon alimento in gravidanza. Ha inoltre proprietà lassative, diuretiche e antiossidanti oltre che ad essere un buon stimolante per l’irrorazione sanguigna.

    Composizione

    L’erba cipollina è composta prevalentemente di acqua ed è ricca di vitamine dei gruppi C e B, di acido folico e di minerali calcio, ferro e magnesio.

    100 g di questa erba aromatica apportano 25 Kcal.

    Uso in cucina dell’erba cipollina

    Le foglie e i fiori sono utilizzati per la preparazione di ricette. I fiori possono decorare insalate colorate ed aromatiche. Le foglie hanno un sapore intenso e facilmente riconoscibile da scegliere in alternativa alla cipolla e aglio nei soffritti e nelle zuppe.

    Noi l’abbiamo scelta per arricchire una salsa allo yogurt greco in alternativa allo zaziki. La trovate anche tra gli ingredienti essenziali per sughi e salmone al forno.

    Come scegliere

    Nella scelta dell’erba cipollina va considerato l’aspetto delle foglie! Orientatevi verso quelle carnose, turgide, toniche e dalla colorazione brillante.

    Come conservare

    L’erba cipollina può essere surgelata all’interno di sacchetti da freezer. È sconsigliata l’essiccazione che danneggerebbe il suo aroma caratteristico.

    Curiosità

    L’erba cipollina è conosciuta fin dall’antichità come aromatizzante in cucina e come ingrediente magico scelto dalle popolazioni celtiche. I celti consideravano che strofinare quest’erba fra le mani potesse togliere il malocchio gettato dagli gnomi della foresta.

    Etimologia del nome specifico deriva da due parole greche, schoinos “canne intrecciate” e da  prasòn “porro”. Il bionomio con cui è scientificamente identificata oggigiorno è Allium schoenoprasum che fù proposto da Carl von Linné.

    Riferimenti

    https://www.greenme.it

    https://it.wikipedia.org

    https://www.agraria.org

  • La crêpe o crespella

    La crêpe o crespella

    Solo a nominare la crêpe fa volare la mente alla Francia e più precisamente a Paris! Si sogna una gustosa crêpe alla Nutella o magari la più sofisticata Suzette. Cugina di pancake e waffel, la crêpe è una cialda morbida molto semplice da realizzare e da farcire sia dolce che salata.

    Curiosità

    Il nome deriva sia dal latino “crispus” (arricciato, ondulato) o dal greco “κρίσπος” (krispos, avvolto, rotolato).

    Per antonomasia è lo street-food caratteristico della Francia! È ritenuta un simbolo di amicizia ed alleanza dato che i mezzadri la rendevano in omaggio ai loro padroni. Durante il 2 febbraio, per l’occasione della festa della Candelora in Francia, è tradizione consumare le crêpes ed esprimere un desiderio prima di girarle nella padella. Questa usanza risale al V sec. d.C quando dei pellegrini francesi raggiunsero Roma stremati ma in tempo per la festività della Canderola. In un gesto di riconoscimento degli sforzi, il papa Gelasio diede ordine ai propri cuochi di preparare qualcosa di rinvigorente per i pellegrini. Volete indovinare cosa venne preparata?

    Nel 1903 August Escoffier, uno dei capi saldi della gastronomia francese creò la crêpe Suzette.

    Generalmente per i francesi la crêpe è quella cialda morbida, realizzata con farina di grano e servita con ingredienti dolci. La ricetta salata è chiamata galette ed è preparata con farina di grano saraceno.

    Valori nutrizionali per una crêpe

    Calorie (Kcal) 53 – Grassi (g) 1 – Carboidrati (g) 8 – Proteine (g) 2

    Riferimenti

    https://www.repubblica.it

  • Prezzemolo (Petroselinum sativum o hortense)

    Prezzemolo (Petroselinum sativum o hortense)

    Il prezzemolo appartiene alla famiglia delle ombrellifere e si potrebbe definire una pianta selvatica grazie alla sua capacità di attecchire dai prati a terreni desertici. Il prezzemolo è una pianta ben nota nelle cucine italiane dato che la forma delle sue foglie arricchisce il panorama mediterraneo.

    Morfologia del prezzemolo

    Il prezzemolo è composta da molti steli robusti ma allo stesso tempo flessibili che possono arrivare fino ad una altezza di 50 cm. La radice è un fittone bianco. Le foglie profumate sono di un bel colore verde intenso e di forma triangolare dal bordo dentato. I fiori sono raccolti in una infiorescenza a forma di ombrella e, a seconda delle varietà, possono essere di colore bianco o giallo.

    Le varietà più comuni sono:

    • piatto il suo sapore ricorda quello del sedano.
    • riccio dal gusto amarognolo è caratterizzato da foglie di un verde vivo.
    • bulboso coltivato per le sue radici.

    Composizione

    Il prezzemolo è una ricca fonte di vitamina C, K e provitamina A. E’ ricco di mineralei quali: potassio, calcio, ferro e fosforo.

    L’apporto calorico di 100 g di prezzemolo è di circa 20 Kcal.

    Proprietà

    Il prezzemolo svolge un attività depurativa al livello di fegato e reni. Ha caratteristiche antiossidanti e rivitalizzanti per pelle e capelli.

    Uso in cucina del prezzemolo

    Il prezzemolo è un’erba aromatica molto utilizzata in cucina grazie alla sua grande versatilità. Si sposa bene sia con pietanze a base di carne che di pesce che vegetariane. Ci si possono profumare le molliche di pane per fare pesci arrosto o verdure gratinate al forno, per impreziosire primi piatti come per il sugo all’arrabbiata, aglio,olio e peperoncino. E’ utilizzato per realizzare salse fredde  per accompagnare carni o pesci bolliti, ad esempio è un ingrediente base per la salsa verde. Nella tradizione araba è un ingrediente fondamentale dell’insalata chiamata tabouleh.

    Come scegliere

    Le alternative al supermercato sono tre:

    1. le vaschette con i rametti di prezzemolo. Scegliete le confezioni che presentano bassa umidità del contenuto. Le foglie dovranno apparire belle lucide e decisamente non appassite.
    2. le piantine nei vasi da coltivare in balcone o nell’orto. Il ciclo di vita é biennale.
    3. il prezzemolo essiccato e macinato.

    Fra le tre opzioni, la piantina è la scelta migliore e a km zero, in quanto avrete sempre le vostre foglie di prezzemolo fresche da raccogliere al momento.

    Come conservare

    Il prezzemolo si può conservare in frigorifero all’interno di un saccheto di plastica per alimenti per almeno un paio di giorni.

    Curiosità

    Il prezzemolo è conosciuto fin dall’antichità da molti popoli al quale vennero attribuite caratteristiche mistiche. Veniva impiegato come rimedio per curare o lenire malesseri o fastidi. I romani furono i primi ad utilizzarlo nelle cucine della penisola per togliere i cattivi odori. Ai nostri giorni, usiamo dire “sei in mezzo come il prezzemolo” per far intendere che l’oggetto del nostro commento appaia in svariati contesti o discussioni.

    Riferimenti

    https://it.wikipedia.org

    https://www.ilgiornaledelcibo.it

    https://www.taccuinigastrosofici.it

    https://www.agraria.org/coltivazionierbacee

  • Food photography e Luce naturale con lo Smartphone

    Food photography e Luce naturale con lo Smartphone

    La food photography è un genere che si presta all’uso dello smartphone quando si scatta con luce naturale. Per semplificare la tecnica necessaria ad ottenere un buono scatto, tieni in considerazione un paio di aspetti chiave. Non credi che tu possa catturare ottime immagine senza investire in una “fotocamera vera”? Guarda la foto di copertina perchè è “made with iPhone” Xr!

    Partiamo dall’aspetto che ho trovato più rilevante da gestire: la lunghezza focale grandangolare. Se possiedi uno smartphone che offre più fotocamere a lunghezze focali diverse (tipicamente circa 28mm e 50mm full-frame equivalente), comincia con il valore maggiore e assicurati di tenere le dita lontane dallo zoom digitale. Il  dispositivo che ho scelto offre una singola fotocamera da circa 28 mm lunghezza focale full-frame equivalente. Ogni scatto attorno ad un metro di distanza cattura buona parte dell’ambiente che circonda il piatto hero (ovvero il soggetto, in gergo). Certamente tu potrai ovviare al problema cambiando il tuo punto di vista!

    Avvicinati quanto puoi per ottenere un’effetto quasi-macro ma fai attenzione a gestire la distorsione inclinando il telefono opportunamente. Spostati pian piano indietro per includere l’ambiente circostante. Lavorando su un normalissimo tavolo da cucina con dei pannelli per modellare la luce, non posso permettermi il lusso di inquadrare oltre il soggetto dato che lo sfondo sarebbe costituito da noiosissimi pannelli in bianco o nero. Ancora una volta, la miglior foto è frutto del bilanciamento tra compromessi necessari a realizzarla.

    Lo schema delle luci

    Ora non rimane che introdurre il concetto chiave: l’utilizzo della luce naturale. In questo caso mi riferisco alla luce del sole che entra attraverso una finestra. Sicuramente ti renderai rapidamente conto che la luce diretta va evitata e che con un paio di pannelli potrai ottenere espressioni interessanti. Io ho scelto di retro-illuminare il piatto hero, riempire le ore sulla sinistra grazie alla luce riflessa su un pannello bianco e infine porre un accento sulla sinistra per evidenziare la porzione a fuoco. Infine ho aggiunto un pannello dietro lo smartphone per limitare la luce proveniente da una seconda finestra in cucina.

    Ecco lo schema di luci che abbiamo scelto per interpretare la ricetta Ciambella di Pasqua marchigiana.

    Infine dovrai munirti di un mini treppiedi da tavolo con supporto per lo smartphone. Chiaramente puoi usare un qualsiasi supporto aggiungendo un extra di complicazione alla tua tecnica!

    Per concludere, voglio incoraggiarti a provare soluzioni alternative. Io ho giocato con un piccolo pannello riflettore per ottenere riflessi più o meno marcati sullo zucchero. Per lo scatto di copertina, il pannello è stato posizionato sulla destra in basso nello schema delle luci. Proprio di lato alla feritoia che lasciare entrare la luce.

    Ecco il back-stage per farti capire nel dettaglio lo schema delle luci e il posizionamento degli elementi nello scatto di copertina specifico.

    Approfondimenti

    Per lasciarti ispirare, leggi On the iPhone del premio Pulitzer David Hume Kennerly!

    [/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]

  • Coscia di agnello ripiena

    Coscia di agnello ripiena

    La coscia di agnello ripiena è la ricetta che serviamo per la colazione, ovvero il pranzo del giorno di Pasqua!

    Preparatela un giorno prima: avrete già tutto pronto per la colazione di Pasqua e la carne di agnello avrà il tempo per acquisire il giusto sapore.

    Da buoni palati italiani magari vi starete chiedendo come sia concepibile servire l’agnello a colazione. Dovete sapere che nelle Marche si tramanda un’usanza contadina per la quale durante la mattina di Pasqua le persone si incontrano e celebrano con un banchetto ricco di pietanze dolci e salate. Oggi chiamo questo momento “brunch”!

    Noi utilizziamo la coscia di agnello perché è il taglio largamente disponibile in macelleria, ciononostante va benissimo utilizzare la spalla.

    Ingredienti per 6 persone

    Ricetta per preparare la coscia di agnello ripiena

    Ripieno

    Preparazione della coscia di agnello

    Valori nutrizionali per 100 g

    Calorie (Kcal) 144 – Grassi (g) 6 – Carboidrati (g) 3 – Proteine (g) 21